La bellezza ideale: il corpo femminile nella storia

Dall’antico Egitto ai giorni nostri: ecco come sono cambiati i canoni di bellezza durante la storia dell’uomo. Si parte da 1000 anni Avanti Cristo, con la tipica bellezza femminile egiziana: snella, spalle strette, vita alta e viso simmetrico…Si passa poi ai canoni dell’antica Grecia, dove erano considerate attraenti le donne sovrappeso e formose, con la pelle chiara. Durante la dinastia cinese Han, vissuta 200 anni prima di Cristo, una bella donna doveva avere la vita sottile, colorito pallido della pelle, grandi occhi e piedi piccoli. In Italia durante il Rinascimento, circa il 1500 DC, la donna ideale aveva il seno grande, la pancetta, fianchi pieni e pelle chiara. Anche l’epoca vittoriana (circa 1850 D.C.) amava le donne oversize dalle forme morbide e dalla vita fasciata dal corpetto. Negli anni ’20 l’ideale femminile era con il seno piccolo, non si dava importanza a sottolineare la vita, i capelli erano corti e la figura doveva apparire fanciullesca. Tutto completamente diverso per gli anni che vanno dal 1930 al 1950, quando Hollywood dettava i canoni estetici femminili: era l’epoca delle bambolone tipo Marilyn Monroe, corpo a clessidra, curvy, grosso seno e vita stretta. Con gli anni ’60 tutto cambia nuovamente: figura slanciata e sottile, gambe lunghe e magre, fisico da adolescente. Gli anni ’80 è l’epoca delle super modelle come Cindy Crawford: alte, corpo atletico e snello, ma allo stesso tempo formoso e braccia toniche. A seguire i canoni anoressici degli anni ’90, dove la bellezza ideale era rappresentata da modelle come Kate Moss, pelle diafana e figura androgina. Infine nel 2000 le donne come Kim Kardashian: pancia piatta, magre ma in salute, grande seno e grosso lato B.