Bjarke Ingels, Zaha Hadid e la serie 7 di Arne Jacobsen

Un viaggio nel mondo dello sport attraverso i progetti di architetture, attrezzi e accessori: esempi di innovazione che fanno stare bene e mettono in armonia con se stessi e la natura.Fughiamo ogni dubbio circa le motivazioni che ci spingono ad affrontare il legame tra sport e progetto e che nulla hanno a che vedere con la prestanza fisica (girovita, chili di troppo, rilassamento muscolare…). Ciò che andiamo descrivendo è l’emergere e il consolidarsi tra le mura domestiche di un nuovo modo di abitare la quotidianità: più sano e divertente, ma anche impegnativo.

Un mood che vede il design protagonista e assumere, anche in questa occasione, il ruolo di big player (giusto per rimanere in tema). Sia che la si pratichi individualmente o in gruppo, in una dimensione privata o pubblica, l’attività sportiva sembra solleticare la fantasia di architetti e progettisti. Probabilmente ciò accade perché il mondo degli accessori e dell’attrezzatura semi e professionale è tra quelli che offre più opportunità in termini di ricerca e sperimentazione: si pensi ai materiali, alle tecnologie, ai vincoli ergonomici, da vincere, superare, migliorare.

“Le aziende italiane sono forti non solo nel settore del mobile e delle lampade, ma anche nel progetto per lo sport”, racconta Anty Pansera, critica del design e curatrice di SportDesign. Progettare la competizione, tra le mostre più esaustive realizzate sul tema. “Un evento che mi ha dato l’opportunità di scoprire cose incredibili: le mazze da golf di Tobia Scarpa per San Lorenzo e le biciclette da corsa Titti Cusatelli per Cinelli. Ma soprattutto che la sperimentazione condotta sui materiali spalanca le porte all’innovazione formale. Perché fare sport vuol dire fare competizione: e riesci a viverla solo se sei dotato di attrezzature performanti e la eserciti in luoghi adeguati”.

Che quello attuale sia un momento importante per lo sviluppo di questo tema, lo si evince guardando anche le numerose architetture che fioriscono in Europa. Si tratta di nuovi spazi per l’esercizio fisico da praticare in diretto contatto con la natura, dove misurarsi alla ricerca di un pacificante bilanciamento psicofisico: il patio panoramico della piscina Nekkerpool ad Anversa (Belgio) o la metaforica scatola di vetro che accoglie tutte le discipline al piano terra del Fontys Sports College di Eindhoven (Olanda) sono esempi da concorso. Che fanno bene al corpo (e alla mente).